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	<title>infotel sistemi &#187; Aggiungi nuovo tag</title>
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		<title>Narrativa e morti bianche. Quando il trauma personale diventa dramma collettiv</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Feb 2009 22:29:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un racconto dello scrittore Antonio Pascale all&#8217;interno della campagna di comunicazione sociale dell&#8217;INAIL &#8220;Diritti senza rovesci&#8221;
Davanti al dolore degli altri non sappiamo mai come comportarci. Lo diceva la scrittrice e intellettuale statunitense Susan Sontag, lo ricorda Antonio Pascale, autore di &#8220;Trasformare il trauma in dolore&#8221;, uno dei sei racconti scritti per l&#8217;edizione 2008 della campagna [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em></em><em>Un racconto dello scrittore Antonio Pascale all&#8217;interno della campagna di comunicazione sociale dell&#8217;INAIL &#8220;Diritti senza rovesci&#8221;</em></p>
<p>Davanti al dolore degli altri non sappiamo mai come comportarci. Lo diceva la scrittrice e intellettuale statunitense Susan Sontag, lo ricorda Antonio Pascale, autore di &#8220;Trasformare il trauma in dolore&#8221;, uno dei sei racconti scritti per l&#8217;edizione 2008 della campagna di comunicazione dell&#8217;Inail &#8220;Diritti senza rovesci&#8221;, che raccoglie storie di discriminazione e <em>malolavoro</em>. Partendo dalle considerazioni sulla trasformazione del trauma in dolore da parte di Paolo, il counselor intervenuto a sostegno degli operai sopravvissuti al rogo della Thyssen Krupp che nel racconto viene citato con il solo nome di battesimo, Pascale riflette sugli infortuni sul lavoro e sulla loro rappresentazione mediatica, sul trauma e sulla sua difficile rielaborazione, sul rapporto tra le vittime degli infortuni e la comunità.</p>
<p><strong>Più che di un racconto vero e proprio si tratta di una riflessione su come confrontarsi con il tema degli infortuni sul lavoro ma anche con la loro narrazione. Perché non ha scelto di raccontare una storia?<br />
</strong>&#8220;E&#8217; un problema complesso. Io ho letto l&#8217;intervista allo psicologo del lavoro che doveva fungere da matrice, e mi è sembrato che ci fosse una sapienza e una cultura che andava rispettata e non andava colonizzata con una storia nuova<em> tout court</em>. Dovevo rispettare una sapienza e una cultura che nasceva da un lavoro quotidiano&#8221;.</p>
<p><strong>C&#8217;è un interrogativo, una sorta di filo conduttore che percorre l&#8217;intero testo: cosa deve raccontare un cronista o un narratore quando si confrontare con un tema come quello degli infortuni sul lavoro e, in particolare, con quelli mortali?<br />
</strong>&#8220;Si tratta di un problema moderno, in quanto le immagini e le denunce non mancano. Da dieci anni a questa parte sociologi, antropologi, studiosi di estetica si stanno chiedendo se davvero una denuncia fatta con un uso eccessivo di immagini violente possa essere efficace e se riesce veramente a comunicare un dolore e un disagio. È una domanda aperta, la cui risposta può essere data solo esaminando caso per caso la questione che di volta in volta si affronta. Leggendo l&#8217;intervista allo psicologo, mi sembrava che anche lui si interessasse a questo problema, ovviamente seguendo un suo percorso. Metteva in luce che una volta che l&#8217;evento è accaduto ed è stato raccontato da tutti, nessuno se ne occupa più. Nessuno pensa ai feriti, l&#8217;attenzione è tutta sui morti. Ma i morti sono morti e quelli che restano sono i feriti. È a loro che andava consegnata una possibilità di cura della ferita. Per questo, quando racconto un fatto tragico o violento, mi interrogo anche su come raccontarlo&#8221;.</p>
<p><strong>Quali sono gli ingredienti ricorrenti delle cronache pubblicate sui giornali e cosa invece resta puntualmente fuori?<br />
</strong>&#8220;Credo che ci sia un&#8217;esagerata velocità e un uso eccessivo dello zoom. Si preferisce usare continuamente la zoomata, cioè inquadrare il dettaglio, come se questo potesse esaurire l&#8217;argomento. E con dettaglio intendo tutto ciò che estorce una commozione, che ricatta con l&#8217;emozione. Invece il vero problema che un narratore si pone e sempre dovrebbe porsi è come collegare il dettaglio con l&#8217;insieme, a quale elemento dare di volta in volta la giusta attenzione. A me sembra che, siccome al giorno d&#8217;oggi i dettagli abbondano e chiunque con una telecamera può filmare una ferita aperta e riprendere una persona che grida, sia invece più importante a questo punto raccontare il contesto. È più importante perché si sposta l&#8217;attenzione dal morto alla cura dell&#8217;ambiente circostante e, così facendo, si sensibilizza anche la comunità che grazie a questo prende coscienza di un problema&#8221;.</p>
<p><strong>A un certo punto scrive: &#8220;Quello che le cronache, così concentrate sull&#8217;evento tragico, non riportano o non seguono più è che l&#8217;infortunio sul lavoro causa nel singolo e nella collettività una menomazione più profonda&#8221;. Che cosa intendeva?<br />
</strong>&#8220;Era una riflessione che partiva dalle parole dello psicologo, il quale notava come quando una persona perde una mano sul lavoro la notizia viene riportata con la giusta retorica, ma quando quella stessa persona esce dall&#8217;ospedale non c&#8217;è nessuna struttura pronta ad accogliere il ferito che torna. Quindi si trova sola con un carico di dolore e di aspettative deluse. Cosa può fare uno se per tutta la vita ha fatto l&#8217;artigiano e quindi ha usato la mano? Il problema che poneva lo psicologo è un problema molto sensato, che in Italia non si vuole mai affrontare perché il nostro è un Paese che preferisce gli aspetti emozionali che ci danno una immediata, ma labile, sensazione di empatia. Invece il problema è: adesso questa persona cosa fa? La menomazione è fisica e personale, ma riguarda anche la sua famiglia. La sofferenza di una persona che si trova a casa senza una mano, depressa perché anche incapace di vedere uno sbocco lavorativo o la possibilità di ricollocarsi, ricade infatti sulla comunità: sulla famiglia, sul vicinato, un po&#8217; su tutti insomma. Quindi una comunità attenta è una comunità che si commuove quando c&#8217;è da commuoversi, ma poi si dà da fare per accogliere bene il ferito, per dargli la possibilità di ricollocarsi&#8221;.</p>
<p><strong>A un certo punto dice anche che trasformare il trauma in dolore collettivo vuol dire fare una rigorosa opera di prevenzione. Significa che rimaniamo emotivamente schiacciati, ma che non avendo gli strumenti per reagire finiamo per dimenticare rapidamente tutto?<br />
</strong>&#8220;Il trauma non è raccontabile in quanto non è condivisibile, il dolore invece può essere condiviso. Una persona che subisce un trauma vero è anche incapace di raccontarlo, probabilmente la sua memoria si blocca, non ricorda nulla e non sa come usare le parole. È come se la sua triste esperienza non avesse un seguito, sono gli altri che la possono raccontare, sono gli altri che possono puntare lo zoom sulle sue lacrime, ma non lui. In realtà dovrebbe invece accadere il contrario: è lui che, attraverso un percorso, dovrebbe cercare di ricostruire quanto è accaduto e donarlo a noi, affinché stiamo più attenti. Il problema che la narrativa si deve porre oggi riguarda l&#8217;eccessiva presenza di racconti del trauma, spesso molto superficiali, dettati appunto dall&#8217;emotività e dal momento. Mentre non segue una narrazione del percorso necessario per trasformare il trauma personale in dolore collettivo. Questa è anche la metafora della scrittura. Si scrive per trasformare un trauma in dolore, affinché le esperienze possano essere condivise. Ma si tratta di un compito di tutti, e non solo dell&#8217;arte&#8221;.</p>
<p><strong>L&#8217;anno scorso è stato l&#8217;anno delle morti bianche. O meglio è stato l&#8217;anno in cui questo tema è arrivato nei Tg e sulle prime pagine dei giornali, anche se in realtà il picco si è verificato nel 2006, quando gli infortuni mortali hanno superato quota 1.300. Oggi invece gli incidenti sul lavoro sono quasi del tutto scomparsi dall&#8217;agenda dei media. Quali fatti e quali sentimenti collettivi hanno causato una tale crescita di attenzione e poi di nuovo l&#8217;improvvisa rimozione del tema?<br />
</strong>&#8220;Noi siamo un Paese che ama rimuovere. Ci occupiamo di un tema per vari accidenti quando un giornalista, un giornale o un Tg decidono di porre un problema. Per un po&#8217; di tempo non si parla d&#8217;altro, tutti i nostri politici dicono parole di cordoglio e fanno promesse. E tutto questo sembra farci bene, perché ci rassicura che la cosa sarà risolta da un momento all&#8217;altro e che qualcuno se ne sta occupando per il solo fatto di aver detto delle parole così belle. Poi invece il tema scompare del tutto e solo di tanto in tanto qualcuno ricorda, ma ormai è una voce in affanno, c&#8217;è un altro problema più grosso e più emotivo. Siamo un popolo che preferisce il sentimentalismo al sentimento, la dichiarazione morbosa di intenti all&#8217;analisi del problema. E questo è il risultato. Come diceva lo psicologo l&#8217;opera di manutenzione del post traumatico non esiste, oppure è molto debole e non incide davvero sulle vittime degli infortuni&#8221;.</p>
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		<title>Sicurnet Visite Mediche</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Feb 2009 09:02:31 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[
(Software integrabile con Sicurnet Lavoro)

Sicurnet Visite Mediche è il software rivolto PubblicheAmministrazioni che consente la gestione di tutte le attivitàlegate alle visite mediche (esami e vaccinazioni) obbligo di leggeper alcuni settori lavorativi (D.Lgs. n.81 del 09.04.08) permettendocosì la redazione dello storico e dello scadenziario.Il software permette inoltre la redazione della cartella sanitariae di rischio con [...]]]></description>
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<div>(Software integrabile con Sicurnet Lavoro)</div>
</div>
<div><span style="color: #000080;"><strong><span>Sicurnet Visite Mediche</span></strong></span> è il software rivolto PubblicheAmministrazioni che consente la gestione di tutte le attivitàlegate alle visite mediche (esami e vaccinazioni) obbligo di leggeper alcuni settori lavorativi (D.Lgs. n.81 del 09.04.08) permettendocosì la redazione dello storico e dello scadenziario.Il software permette inoltre la redazione della cartella sanitariae di rischio con la stampa del giudizio di idoneità..</p>
<p>Il software permette di salvare e stampare i seguenti documenti in formato .doc, .docx, .pdf, .rtf, .txt, .html in maniera totalmente indipendente da Microsoft Office, OpenOffice, (etc&#8230;):<br />
- Protocollo di Sorveglianza Sanitaria<br />
- Storico Prestazioni Mediche effettuate<br />
- Piano Sanitario Aziendale<br />
- Scadenzario<br />
- Cartella clinica<br />
- Cartella sanitaria e di rischio<br />
- Giudizio di idoneità</p>
<p>Tra le principali funzionalità del software, si evidenziano:</p>
<p>•Gestione illimitata del numero di dipendenti<br />
•Gestione permessi: consente di personalizzare l&#8217;accesso al software in base al proprio profilo<br />
Identificazione dei rischi a cui è sottoposto il dipendente attraverso un database completo e ulteriormente ampliabile dall’utente<br />
•Possibilità di redigere il Protocollo Sanitario per mansioni<br />
•Gestione dello storico visite per ogni dipendente e per ogni azienda con l’archiviazione e l’aggiornamento dei risultati degli esami e lo stato di tutte le vaccinazioni<br />
•Redazione dello scadenziario con l&#8217;elenco di tutte le scadenze del dipendente selezionato e dell’azienda<br />
•Possibilità di utilizzare archivi di base già completi (rischi, visite mediche, esami ematochimici e tossicologici, vaccinazioni) ulteriormente ampliabili dall’utente. Gli elementi degli archivi sono corredati di scheda tecnica e riferimenti normativi</p>
<p>Gli archivi di base del software sono organizzati in modo tale da contenere già i collegamenti per le visite e gli esami, associando i rischi (o le mansioni) al dipendente in automatico sarà visualizzato il Protocollo di Sorveglianza Sanitaria con le visite da effettuare</p>
<p>- Riepilogo scadenze con la redazione del calendario con gli appuntamenti per mese<br />
- Integrazione con il software Sicurnet Lavoro, in particolare se ai dipendenti sono stati collegati i rischi delle fasi lavorative, tali rischi saranno visualizzati in automatico con le visite da effettuare all’interno del software, l’utente dovrà soltanto redigere la cronologia delle visite</p>
<p><a href="http://www.consorzioinfotel.it/software/sicurnet_visite.asp"><span><span>SCOPRI DI PIU&#8217;</span></span></a></div>
<div>infotel d lgs 81 2008</div>
<p><img src="http://www.infotelsistemi.com/wp-content/plugins/wp-o-matic/cache/7b064_539010817" alt="" width="1" height="1" /></p>
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		<title>Gestione della sicurezza luoghi di lavoro</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Feb 2009 22:12:48 +0000</pubDate>
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Gestione della sicurezza luoghi di lavoro “ Enti Pubblici ” 
SICURNET ENTI è il software per la gestione della sicurezza dei luoghi di lavoro nelle Pubbliche Amministrazioni. Alla luce dell’entrata in vigore del D.Lgs. 81/08 il Consorzio Infotel propone una soluzione software per la gestione della sicurezza dedicata alle fasi lavorative all’interno di un Ente. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://3.bp.blogspot.com/_uasvWinZ0Ik/SZWmMPsnfOI/AAAAAAAAArw/jHqqxOIHpWY/s1600-h/LAVORO.png"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5302326865600937186" style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 311px; height: 66px;" src="http://www.infotelsistemi.com/wp-content/plugins/wp-o-matic/cache/961d8_LAVORO.png" border="0" alt="" /></a></p>
<div><span>Gestione della sicurezza luoghi di lavoro <span style="color: #ff0000;">“ Enti Pubblici ”</span> </span></p>
<p><span>SICURNET ENTI </span>è il software per la gestione della sicurezza dei luoghi di lavoro nelle Pubbliche Amministrazioni. Alla luce dell’entrata in vigore del D.Lgs. 81/08 il Consorzio Infotel propone una soluzione software per la gestione della sicurezza dedicata alle fasi lavorative all’interno di un Ente. Lavori di : pulizia, al videoterminale, manutenzione impianti, tinteggiature e tante altre fasi lavorative analizzate e sviluppate in termini di valutazione dei rischi e adozione delle misure preventive e protettive adeguate. I luoghi di lavoro possono essere, settori, uffici, sedi dislocate e per ogni luogo definito viene eseguita la valutazione dei possibili rischi.</p>
<p>Tra le principali funzionalità del software, si evidenziano:</p>
<p>• Possibilità di gestire per ogni settore più uffici o sedi dislocate;<br />
• Per ogni singolo ufficio sarà possibile inserire le singole postazioni di lavoro<br />
•Gestione dei permessi<br />
•Gestione illimitata del numero di dipendenti<br />
•Possibilità di gestire per ogni azienda più unità produttive (stabilimenti/sedi)<br />
•Prototipi specifici per Enti pubblici<br />
•Redazione Segnaletica di Salute e Sicurezza<br />
•Integrazione con il modulo LavoroSystemWEB per l’esperimento automatico ed informatizzato delle attività di auditing del RSPP<br />
• Utilizzo di archivi di base a corredo dell software completi di: Categorie ISTAT-Ateco 2007, Attività Prototipo, Gruppi di Verifica, Macchine, Attrezzature, Sostanze, Impianti, DPI, Segnaletica, Protocollo Sanitario) ulteriormente ampliabili dall’utente<br />
• Elementi degli archivi con scheda tecnica e riferimenti normativi, immagini e relative misure di prevenzione e protezione<br />
• Gestione del programma di miglioramento tramite una check list dei gruppi di verifica inseriti<br />
• Redazione e stampa del DUVRI ai sensi dell&#8217;Art. 26, Comma 3 D. Lgs 81/2008 (Documento Unico di Valutazione dei Rischi da Interferenze) per la gestione dei lavori di appalto/subappalto, forniture e servizi tramite modulo (vendibile anche separatamente SICURNET &#8211; DUVRI )<br />
• Redazione dei costi relativi alla sicurezza del lavoro (Art. 26, Comma 3 D. Lgs 81/08 , D. Lgs. 163/06)<br />
• Redazione del Piano di Emergenza ed Evacuazione<br />
• Gestione formazione/informazione dei dipendenti<br />
• Stampa delle nomine ed autocertificazione dei rischi<br />
• Funzionamento in rete LAN o anche tramite modulo di immissione dati via Web<br />
• Backup e ripristino dei dati<br />
• Editor interno InfoWord, per le stampe dei documenti in formato doc, docx , rtf , pdf , html non necessita la presenza di Microsoft Office</p>
<p><a href="http://www.consorzioinfotel.it/software/sicurnetlavoro.asp"><span><span>SCOPRI DI PIU&#8217;</span></span></a></div>
<div>infotel d lgs 81 2008</div>
<p><img src="http://www.infotelsistemi.com/wp-content/plugins/wp-o-matic/cache/3f577_538999957" alt="" width="1" height="1" /></p>
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		<title>Formazione RSPP/ASPP</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Jan 2009 17:19:21 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Questo Consorzio ha recepito, tra i primi in Italia, il mandato del legislatore per quel che riguarda la sicurezza, organizzando il corso di formazione per RSPP &#8211; ASPP, con verifiche dell’apprendimento.Da un punto di vista “storico”, il D.Lgs. 195/03 (Decreto RSPP)  riformò il D. Lgs. 626/94 (“Miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori nei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.infotelsistemi.com/wp-content/uploads/2009/01/image14-48-13_39.bmp"><img class="alignleft size-medium wp-image-1492" title="image14-48-13_39" src="http://www.infotelsistemi.com/wp-content/uploads/2009/01/image14-48-13_39.bmp" alt="" /></a>Questo Consorzio ha recepito, tra i primi in Italia, il mandato del legislatore per quel che riguarda la sicurezza, organizzando il corso di formazione per <strong><span style="color: #800000;">RSPP &#8211; ASPP</span>,</strong> con verifiche dell’apprendimento.Da un punto di vista “storico”, il D.Lgs. 195/03 (Decreto RSPP)  riformò il D. Lgs. 626/94 (“Miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori nei luoghi di lavoro”) e stabilì, in seguito ad una sentenza della Corte di Giustizia Europea che ne aveva condannato la mancanza, le capacità e i requisiti professionali richiesti ai Responsabili (RSPP) e agli Addetti (ASPP) dei Servizi di Prevenzione e Protezione dai rischi, istituiti dal D.Lgs. 626/94, introducendovi l’art. 8-bis (Capacità e requisiti professionali degli addetti e dei responsabili dei servizi di prevenzione e protezione interni o esterni). La normativa citata è stata ora ricompresa nel d. lgs. 81/2008, art. 32, che stabilisce i requisiti di qualificazione professionale per il ruolo di <strong>RSPP/ASPP</strong>, che deve avere specifiche professionalità e competenze, da acquisire con un corso di formazione che preveda la verifica dell’apprendimento, nonché un curriculum formativo e di aggiornamento professionale ben definito.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">0828 34 65 01</p>
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		<title>sicurezza ex 626 d. lgs 81 2008: SGSL</title>
		<link>http://www.infotelsistemi.com/2008/10/sicurezza-ex-626-d-lgs-81-2008-sgsl/</link>
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		<pubDate>Fri, 03 Oct 2008 22:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Aggiungi nuovo tag]]></category>
		<category><![CDATA[d lgs 81]]></category>
		<category><![CDATA[Linea guida UNI-INAIL]]></category>
		<category><![CDATA[OHSAS 18001]]></category>
		<category><![CDATA[SGSL]]></category>

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		<description><![CDATA[Il nuovo “decreto legislativo per la sicurezza e salute sul lavoro” (il c.d. Testo Unico) introduce, tra il materiale di riferimento per la realizzazione dei modelli di organizzazione, gestione e controllo ex D.Lgs. 231/01, le “Linee Guida UNI-INAIL per un sistema di gestione della salute e sicurezza sul lavoro”: i modelli di organizzazione in linea [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify;">Il nuovo “<strong><span style="color: #993300;">decreto legislativo per la sicurezza e salute sul lavoro</span></strong>” (il c.d. Testo Unico) introduce, tra il materiale di riferimento per la <span style="font-weight: bold;">realizzazione dei <span style="color: #ff0000;">modelli di organizzazione, gestione e controllo ex D.Lgs. 231/01</span></span>, le “<span style="color: #4c4c4c;">Linee Guida UNI-INAIL per un sistema di gestione della salute e sicurezza sul lavoro</span>”: i modelli di organizzazione in linea con tali linee guida si presumono infatti, “in sede di prima applicazione”, conformi ai requisiti del decreto legislativo (rimandiamo invece a questo articolo quanto alla loro <span style="color: #2ba94f;">efficacia esimente</span>).<br />
In questo post iniziamo quindi ad approfondire le caratteristiche delle “<span style="color: #ff0000;">Linee Guida UNI-INAIL</span> per un sistema di gestione della salute e sicurezza sul lavoro”, concentrandoci sulle <span style="font-weight: bold;">finalità</span> del sistema e sulle <span style="font-weight: bold;">fasi di realizzazione</span> e manutenzione;</div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-weight: bold;">Finalità del sistema di gestione della sicurezza <span style="font-style: italic;">ex</span> Linee Guida UNI-INAIL</span><br />
Il sistema di gestione della salute e sicurezza sul lavoro codificato nel documento “<span style="font-weight: bold;">Linee Guida UNI-INAIL per un sistema di gestione della salute e sicurezza sul lavoro</span>”:</div>
<ul style="text-align: justify;">
<li>integra obiettivi e politiche per la salute e sicurezza nella progettazione e gestione di sistemi di lavoro e di produzione di beni o servizi;</li>
<li>definisce le modalità per individuare, all’interno della struttura organizzativa aziendale, le responsabilità, le procedure, i processi e le risorse per la realizzazione della politica aziendale di prevenzione, nel rispetto delle norme di salute e sicurezza vigenti;</li>
<li>è finalizzato a garantire il raggiungimento degli obiettivi di salute e sicurezza che l’impresa/organizzazione si è data in un’efficace prospettiva costi/benefici.</li>
</ul>
<div style="text-align: justify;">Tale sistema, infatti, si propone di:</div>
<ul style="text-align: justify;">
<li>ridurre progressivamente i costi complessivi della salute e sicurezza sul lavoro compresi quelli derivanti da incidenti, infortuni e malattie correlate al lavoro, minimizzando i rischi cui possono essere esposti i dipendenti o i terzi (clienti, fornitori, visitatori, ecc.);</li>
<li>aumentare l’efficienza e le prestazioni dell’impresa;</li>
<li>contribuire a migliorare i livelli di salute e sicurezza sul lavoro;</li>
<li>migliorare l’immagine interna ed esterna dell’impresa/organizzazione.</li>
</ul>
<div style="text-align: justify;"><span style="color: #99cc00;"><span style="font-weight: bold;">Fasi progettuali per la realizzazione e manutenzione del sistema</span><br />
</span>Il sistema di gestione della salute e sicurezza sul lavoro si articola nelle fasi di pianificazione, attuazione, monitoraggio e riesame del sistema, inserite in un processo ciclico:<br />
<span style="font-weight: bold;">Pianificazione</span></div>
<ul style="text-align: justify;">
<li>stabilire una politica della salute e sicurezza sul lavoro che definisca gli impegni generali per la prevenzione dei rischi ed il miglioramento progressivo della salute e sicurezza;</li>
<li>identificare le prescrizioni delle leggi e dei regolamenti applicabili;</li>
<li>identificare tutti i pericoli e valutare i relativi rischi per tutti i lavoratori (con particolare attenzione i nuovi assunti, i lavoratori interinali, i portatori di handicap, i lavoratori stranieri, le lavoratrici in gravidanza, puerperio o allattamento, ecc.), associati con i processi, le attività operative ed organizzative (comprese le interazioni fra gli addetti), le sostanze e i preparati pericolosi, ecc.;</li>
<li>identificare gli altri soggetti potenzialmente esposti (quali, ad esempio i lavoratori autonomi, dipendenti di soggetti terzi ed i visitatori occasionali).</li>
</ul>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-weight: bold;">Attuazione</span></div>
<ul style="text-align: justify;">
<li>fissare specifici obiettivi appropriati, raggiungibili e congruenti con gli impegni generali definiti nella politica;</li>
<li>elaborare programmi per il raggiungimento di tali obiettivi, definendo priorità, tempi e responsabilità ed assegnando le necessarie risorse;</li>
<li>stabilire le modalità più appropriate, in termini di procedure e prassi, per gestire i programmi;</li>
<li>sensibilizzare la struttura aziendale al raggiungimento degli obiettivi prefissati.</li>
</ul>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-weight: bold;">Monitoraggio</span></div>
<ul style="text-align: justify;">
<li>attuare adeguate attività di monitoraggio, verifica ed ispezione, per assicurarsi che il sistema funzioni;</li>
<li>avviare le opportune azioni correttive e preventive in funzione degli esiti del monitoraggio;</li>
</ul>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-weight: bold;">Riesame del sistema</span></div>
<ul style="text-align: justify;">
<li>valutare periodicamente l’efficacia e l’efficienza del sistema nel raggiungere gli obiettivi fissati dalla politica della salute e sicurezza nonché per valutarne l’adeguatezza rispetto sia alla specifica realtà aziendale che ai cambiamenti interni/esterni, modificando, se necessario, politica ed obiettivi della salute e sicurezza, tenendo conto dell’impegno al miglioramento continuo.</li>
</ul>
<div style="text-align: justify;">Il sistema descritto nelle Linee Guida UNI-INAIL ha validità generale e la sua applicazione va modulata tenendo conto delle caratteristiche complessive dell’impresa/organizzazione (dimensioni, tipologie produttive, cicli tecnologici, struttura dell’organizzazione, ecc.) che intende adottarlo.</div>
<p> </p>
<p>La sigla <strong>OHSAS</strong> significa Occupational Health and Safety Assessment Series ed identifica uno standard internazionale che fissa i requisiti che deve avere un sistema di gestione a tutela della Sicurezza e della Salute dei Lavoratori.</p>
<p>Lo <strong>OHSAS 18001</strong>:1999 è stato definito da alcuni organismi di certificazione e di normazione nazionali, così da poter disporre di uno standard per il quale potesse essere rilasciata una certificazione di conformità. La certificazione OHSAS verifica l&#8217;applicazione volontaria, all&#8217;interno di un&#8217;organizzazione, di un sistema che permette di garantire adeguato controllo riguardo la Sicurezza e la Salute dei Lavoratori, oltre al rispetto delle norme cogenti.</p>
<p>Nel 2000, è stata pubblicata un&#8217;apposita guida a questa norma, la OHSAS 18002: Sistemi di Gestione della Sicurezza e della Salute dei Lavoratori &#8211; Linee guida per l&#8217;implementazione dello standard OHSAS 18001.</p>
<p>Il 1º luglio 2007 è stata pubblicata da BSI la <strong><span style="color: #ff6600;">BS OHSAS 18001:2007</span></strong>. Il documento si definisce come norma e non più come specifica è rivisto e organizzato sulla linea della ISO 14000. L&#8217;attenzione si sposta sulla gestione e riduzione progressiva dei rischi quindi sulla salute piuttosto che sulla sicurezza.</p>
<p>Il sistema di gestione regolato dalla norma OHSAS è spesso costruito integrandolo con il sistema di gestione ambientale, ispirato alla Norma 14001: la Sicurezza e l&#8217;Ambiente sono infatti strettamente collegati tra loro.</p>
<p> </p>
<p>d lgs 81, D lgs.81/08, d lgs81, Linea guida UNI-INAIL, OHSAS 18001:2007, portale d lgs 81, SGSL, sistema organizzativo aziendale<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/dlgs81/~4/411141151" alt="" width="1" height="1" /></p>
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