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A rischio 200.000 posti di lavoro nel settore dell’edilizia

ven, lug 24, 2009

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A rischio 200.000 posti di lavoro nel settore dell’edilizia” è questo l’allarme lanciato dal Segretario Generale della FILLEA, Walter Schiavella, e dal Segretario Generale della CGIL Guglielmo epifani, durante una conferenza stampa, in cui viene denunciata la mancanza di investimenti da parte del governo sulle infrastrutture. Il segretario degli edili, Walter Schiavella, porta i dati della cassa integrazione ma anche delle iscrizioni alla cassa edile (77 mila lavoratori in meno rispetto al 2008) per denunciare che “cresce il lavoro sommerso, le aziende versano meno ore alla cassa edile” e aggiunge “senza soldi veri è difficile fare opere pubbliche”.

Il quadro che disegna il Segretario della FILLEA è di carenza strutturale di fondi, sia per finanziare la ‘Legge Obiettivo’ del 2001, varata per realizzare un programma decennale di infrastrutture pubbliche destinate a ridurre il divario con il resto dell’Europa, sia per le cifre indicate dalla delibera CIPE 2009, che aggiunge 1 miliardo di euro al fondo ordinario che però è stato già ridotto del 25%. A testimonianza di queste affermazioni, spiega Schiavella, le percentuali delle opere realizzate tra quelle indicate nella ‘Legge Obiettivo’, cioè il 9,5% e quelle in via di realizzazione il 12%.

“Guardando dentro agli annunci del Governo si scopre che l’effetto a breve dei provvedimenti in infrastrutture non avrà gli effetti annunciati – commenta il Segretaio Generale della CGIL – perché le risorse, in realtà, sono molto inferiori e gli stessi tempi di realizzazione molto più lunghi”. “Noi pensiamo invece – aggiunge Epifani – che sarebbe necessario poter consentire ai comuni di spostare il patto di stabilità e così avviare le opere già pronte, finanziate e cantierabili, che non hanno la possibilità di essere avviate rispetto ai saldi di bilancio”.

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