Documento unitario delle Segreterie Nazionali dei bancari contro le modifiche al TU
UNA VERA CONTRORIFORMA
Il 27 Marzo scorso il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera al provvedimento che modifica il Testo Unico della Sicurezza (D Lgs 81 / 2008).
Il disegno di legge pendente interviene su molti punti del Testo Unico, con contenuti che, se confermati, oggettivamente, dopo aver rinviato sistematicamente le parti più salienti del decreto, introdurrebbero corpose e rilevanti modifiche, in grado di depotenziare parti rilevanti del Decreto.
Ne potrebbero risultare ridotti i diritti individuali e collettivi dei lavoratori (RSA e RLS), attraverso lo svuotamento dell’Art. 9 dello Statuto dei Lavoratori.
La modifica mette in discussione, soprattutto, la possibilità di RSA e RSU di intervenire su materie di stretta competenza negoziale (carichi e ritmi di lavoro, turni) demandando in via esclusiva tali funzioni ai RLS (che, al contrario, non hanno strutturalmente prerogative negoziali), ridimensionando e svuotando in questo modo il ruolo di rappresentanza e di contrattazione aziendale del sindacato, in particolare sulle materie riferite alle condizioni di lavoro ed ai fattori legati agli aspetti organizzativi.
Inoltre a partire dal 16 maggio viene confermata la previsione di non effettuare visite mediche in fase preassuntiva, come previsto dall’art. 5 dello Statuto dei lavoratori, tenendo, tuttavia, conto che tutta la materia è in discussione presso le commissioni parlamentari che esauriranno i lavoro entro il 16 agosto del 2009.
Il disegno di legge messo a punto dal ministro del lavoro non si armonizzerebbe con l’ordinamento giuridico vigente: né nei suoi presupposti fondativi (il valore del solidarismo e del personalismo costituzionale) né nelle sue conseguenze applicative di fonte ordinaria.
Oltre a ciò, va evidenziata la portata dirompente dell’art. 2/bis della bozza del decreto correttivo, con il quale si conferisce presunzione di conformità alle prescrizioni previste dal decreto, attribuendo le relative funzioni alle commissioni di
certificazione (private) istituite presso gli enti bilaterali e le università, e sottraendole quindi ai soggetti pubblici preposti (ISPESL, ASL), in assenza di sistemi di controllo.
Preoccupanti sono le modifiche riguardanti l’art 15 bis, con le quali si vorrebbero introdurre limiti alla responsabilità omissiva dei datori di lavoro e dei dirigenti, per trasferirla su altri soggetti (preposto, medico competente, lavoratore): ciò confliggendo con i principi generali del diritto penale e con lo spirito e la lettera dell’art. 2087 c.c.
Infatti verrebbe meno l’obbligo del datore di lavoro di adottare le misure che, in relazione alla peculiarità del suo lavoro, l’esperienza e la tecnica, sono necessarie a tutelare l’integrità psicofisica dei lavoratori.
Il datore di lavoro rimane vincolato soltanto dalle norme in essere, ed è esonerato dal tener conto dell’adeguamento al progresso scientifico.
In relazione al rischio da stress lavoro-correlato, il datore di lavoro a partire dal 16 maggio avrà l’obbligo di inserirlo nel documento di valutazione dei rischi, in attesa dell’iter parlamentare su tutta la materia che si dovrà esaurire entro il 16 agosto 2009.
Infine, ci preoccupano le modifiche introdotte in materia di appalti. Non si ritiene infatti adeguato escludere, a priori, l’obbligo di redazione del DUVRI in caso di lavori di durata non superiore a due giorni (in genere per lavori di manutenzione). E’ noto infatti come i rischi da interferenza siano tra i più ricorrenti e pericolosi e legarli al fattore tempo, non ne determina certo la maggiore o minore pericolosità.
Tali modifiche, che peraltro non prevederebbero più l’obbligo di analisi congiunta tra datori di lavoro stretti da un contratto di appalto, appaiono quanto mai inadeguate. Così come ci preoccupa l’eliminazione della norma di “nullità del contratto” nel caso di mancata indicazione dei costi della sicurezza.
Il messaggio culturale e politico che il documento del Governo trasmette, al di la delle dichiarazioni rassicuranti, è quello di permettere una maggiore deresponsabilizzazione da parte di quelle aziende che non rispettano le norme, alimentando nei fatti una concorrenza sleale verso la stragrande maggioranza delle imprese che investono per tutelare la salute e la sicurezza dei lavoratori e delle lavoratrici.
Non dimentichiamo che l’Italia, rispetto all’Europa ha un triste primato annuo: 1.200 morti per lavoro, 25.000 infortuni e oltre 1.000 rapine in Banca.
In sintesi, intendiamo richiamare il Legislatore ad un forte senso di responsabilità nel recuperare lo spirito del Decreto 81, che ha introdotto l’auspicata nozione di impresa connotata dai forti elementi di socialità tratti dalla Costituzione repubblicana (utilità sociale e rispetto della persona: art. 41, comma 2), attuando tali postulati in una risoluta tensione partecipativa degli organismi di rappresentanza dei lavoratori .
Auspichiamo che la salute e la sicurezza dei lavoratori non torni ad essere, come prima del Decreto, un mero “limite esterno” alla libera attività d’impresa, ma rimanga giuridicamente e divenga nei fatti vero obiettivo strategico della stessa: in ossequio alla più nobile delle intuizioni portate dal Decreto 81.
Per far questo, occorre attuare in modo corretto i meccanismi della bilateralità e della negoziazione aperta: categorie che non devono essere modificate con un emendamento tecnico, perché appartengono al sistema di valori giuridici permanenti dell’ordinamento repubblicano.
E’ importante ribadire che durante tutta la fase di confronto in sede istituzionale il decreto in essere resta integralmente in vigore in tutti i suoi punti.
Pertanto invitiamo tutte le nostre strutture territoriali, in stretto raccordo con le nostre rappresentanze aziendali unitarie e con i RLS, a presidiare la salvaguardia del Decreto 81 nella sua originaria e attuale versione, valutando l’opportunità di avvisare, in caso vi fossero modifiche sostanziali di comportamento da parte datoriale, le scriventi Segreterie Nazionali, che, unitamente alla Commissione Nazionale Salute e Sicurezza, valuteranno se intraprendere eventuali iniziative a tutela delle grandi intuizioni e innovazioni di cui il Decreto 81 è portatore.
Roma, 26 maggio 2009
Le Segreterie Nazionali – La Commissione Nazionale Intersindacale Salute e Sicurezza
DIRCREDITO FABI FIBA/Cisl FISAC/Cgil SILCEA SINFUB UGL Credito UILCA
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gio, mag 28, 2009
d lgs 81, sicurezza cantieri, sicurezza lavoro